Negli anni il modo in cui merci e persone si muovono nelle nostre città è cambiato in modo evidente, e i nuovi furgoni sono stati protagonisti di questa trasformazione. La crescita degli acquisti online, la richiesta di consegne sempre più rapide e la necessità di ridurre l’impatto ambientale del trasporto urbano hanno, infatti, spinto produttori e aziende a ripensare completamente questi veicoli, fino ad allontanarli dalla percezione di semplici mezzi da lavoro, per renderli strumenti tecnologici, flessibili e sempre più spesso elettrici, capaci di adattarsi a un mercato che cambia velocemente.
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L’ultimo miglio e il boom dei furgoncini
In questa direzione, uno dei fenomeni più evidenti degli ultimi anni è l’esplosione delle consegne dell’ultimo miglio, quel tratto finale che porta un pacco dal magazzino fino alla porta di casa.
La tendenza ha reso i furgoncini protagonisti assoluti nelle nostre città: veicoli piccoli ma capienti, pensati per moltiplicare le soste in poco tempo, muoversi tra il traffico e trovare parcheggio anche dove lo spazio scarseggia.
Non è certo un caso che sempre più corrieri e piattaforme di e-commerce stiano orientando le proprie flotte urbane verso mezzi di queste dimensioni, spesso a trazione elettrica per rispettare le zone a basse emissioni che si stanno diffondendo in tutta Europa.
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La logistica pesante non si ferma
Se il centro città è dominato dai piccoli mezzi, fuori dai centri urbani la logistica continua a viaggiare su ruote più grandi. I furgoni da lavoro restano di fatto insostituibili per il trasporto di merci voluminose, per rifornire i punti vendita, per servire cantieri e per tutte quelle attività che non possono fare a meno di portata e spazio di carico.
Anche qui, però, qualcosa è cambiato. Motorizzazioni più efficienti, sistemi di connettività per monitorare le flotte in tempo reale e una crescente attenzione ai consumi stanno ridefinendo cosa significhi, oggi, un mezzo da lavoro.
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Anche la mobilità delle persone cambia rotta
Parallelamente al boom della logistica, cresce anche un altro fenomeno, quello della domanda di mobilità condivisa e organizzata. I furgoni per il trasporto di persone, un tempo legati quasi esclusivamente al trasporto scolastico o turistico, oggi rispondono anche a nuove esigenze aziendali, come le navette per i dipendenti o i servizi di mobilità su richiesta nelle aree meno servite dal trasporto pubblico.
Sicurezza, comfort e possibilità di monitoraggio da remoto sono diventati elementi imprescindibili per chi gestisce questo tipo di servizi su larga scala.
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Volkswagen è un riferimento per questi cambiamenti
Volkswagen Veicoli Commerciali ha costruito la propria gamma seguendo esattamente l’evoluzione del mercato di cui abbiamo parlato. Il segno più evidente arriva da ID. Buzz Cargo, pensato per rispondere alle nuove regole della mobilità urbana: zero emissioni locali, connettività integrata e un impianto tecnologico che permette di gestire il lavoro quotidiano con strumenti digitali avanzati, in linea con le richieste delle flotte più orientate alla sostenibilità.
Sul fronte della transizione energetica applicata anche ai carichi più impegnativi, Transporter ha ampliato la propria offerta con soluzioni e-hybrid ed elettriche, affiancate a motori diesel, per chi necessita ancora di grandi autonomie.
Per la logistica pesante, Crafter resta invece il riferimento per chi cerca un partner solido. Le sue configurazioni in furgone, camioncino o autotelaio lo rendono adattabile a moltissimi settori, dai trasporti industriali agli allestimenti speciali per attività specifiche.
Chiude il quadro Caddy Cargo/Caddy Flexible, il modello che meglio interpreta la nuova centralità dell’ultimo miglio. Ha dimensioni contenute, grande maneggevolezza e un’attenzione particolare all’ergonomia di guida, pensata per chi trascorre gran parte della giornata al volante tra una consegna e l’altra.


